Un saggio storico-culturale che attraversa oltre dieci secoli di storia giapponese seguendo le vite di sei donne che hanno segnato, spesso in modo dimenticato, la cultura del Giappone. Al centro del racconto c'è Izumo no Okuni, la danzatrice che nel Seicento inventò il teatro kabuki, oggi patrimonio dell'umanità Unesco, insieme a figure come l'imperatrice Kenreimon'in e l'anarchica e femminista Itō Noe.
Fabio Sebastiano Tana e Maria Teresa Orsi intrecciano fonti storiche, testi letterari, teatro classico e cultura pop — dai manga alla televisione — per mostrare come queste protagoniste siano state reinterpretate nel corso dei secoli, tra mito, censura e riscoperta. Ne emerge una riflessione su potere e condizione femminile nell'immaginario giapponese, che intreccia rigore storiografico e piacere della narrazione.
Pubblicato da Einaudi nella collana Saggi, il libro è una lettura ideale per chi si avvicina alla storia del Giappone, al teatro kabuki o più in generale alla storia delle donne in Asia orientale, e per chi ama i saggi capaci di raccontare grandi trasformazioni culturali attraverso singole vite.