Giornalista, sceneggiatrice e tra le firme più brillanti del giornalismo americano del Novecento, Nora Ephron raccoglie in queste pagine una serie di articoli scritti per testate come Esquire, New York e Rolling Stone, offrendo uno sguardo ironico e mai banale sul movimento femminista degli anni Settanta e sulla condizione delle donne nella società americana.
Con la leggerezza e l'acume che l'hanno resa una delle interpreti più amate della sua generazione, l'autrice alterna reportage, autobiografia e osservazione di costume: racconta le sedute dei gruppi di autocoscienza femminista, smonta con arguzia le campagne pubblicitarie dei deodoranti intimi, si intrufola tra i corridoi di una convention del Partito Democratico e rende omaggio alla sua eroina letteraria Dorothy Parker. Ogni pagina restituisce il ritratto in presa diretta di un'epoca di grandi trasformazioni, senza mai perdere l'humour tagliente e la capacità di cogliere, in un dettaglio apparentemente minore, il segno di un cambiamento più grande.
Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti cinquant'anni fa e diventato presto un long seller, questo libro di culto sul femminismo arriva ora per la prima volta in Italia grazie a SUR, che lo propone in una nuova traduzione capace di restituirne intatti il ritmo e l'ironia. Una lettura ideale per chi cerca saggi sulle donne che sappiano essere insieme godibili e politicamente lucidi, e per chiunque voglia riscoprire le radici della seconda ondata femminista con occhi sorprendentemente attuali.